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Costruzione Ponte di Brooklyn: storie e curiosità

Dalla nascita del progetto all’effettiva realizzazione: ecco la storia della costruzione del Ponte di Brooklyn

Ponte di Brooklyn costruzione

STORIA COSTRUZIONE PONTE DI BROOKLYN – ll Ponte di Brooklyn è, senza ombra di dubbio, nell’immaginario collettivo il simbolo per eccellenza della Grande Mela. Questa immensa struttura, che attraversa l’East River e collega i distretti di Manhattan e Brooklyn, fu progettata dall’ingegnere tedesco John Augustus Roebling e costruita tra il 1867 e il 1883.

 

La storia del Ponte di Brooklyn

La città di New York, nel lontano 1852, dovette fare i conti con un inverno dalle temperature particolarmente rigide: l’East River si trasformò, difatti, in una vera e propria lastra di ghiaccio impedendo di fatto i collegamenti marittimi tra le due sponde. L’ingegnere tedesco John Augustus Roebling rimanse intrappolato, insieme al figlio Washington, sul traghetto e in quel frangente prese forma nella sua mente un’idea grandiosa: costruire un ponte per agevolare gli spostamenti tra le città di Brooklyn e New York (le due si unirono solamente nel 1898) e ripristinare così, in via definitiva, gli approvvigionamenti e le comunicazioni.

Nel 1867 venne fondata la New York Bridge Company e John Roebling assunse il ruolo di capo ingegnere; egli presentò quindi, a distanza di novanta giorni, il progetto del ponte sospeso. Molti colleghi rimasero, però, perplessi di fronte a un’opera faraonica per tecnologie e materiali impiegati.

I lavori iniziarono dopo tre mesi, ma subirono ben presto una brusca battuta d’arresto: Roebling ebbe un grave incidente mentre sostava su una banchina in legno e gli furono amputate le dita dei piedi. L’uomo contrasse successivamente il tetano e morì, due anni dopo, il 22 luglio 1869. Washington Roebling prese, quindi, il posto del padre e venne assunto, con il ruolo di capo ingegnere, dalla società incaricata dei lavori. Il giovane non fu, però, fortunato: nel corso di un’ispezione nelle camere di scavo sommerse fu, infatti, vittima di un’embolia gassosa e rimase paralizzato. L’incidente non fu, però, l’unico nel suo genere: le condizioni di lavoro erano, difatti, proibitive e molti operai persero la vita.

Il ponte fu completato a distanza di 13 anni e arricchito con due torri gotiche in pietra che sfiorano gli 85 metri d’altezza e distano, l’una dall’altra, poco meno di 500 metri; tutto ciò fu, però, possibile grazie al contributo di Emily Warren Roebling, moglie di Washington.

 

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Alcune curiosità sul Ponte di Brooklyn

Il Ponte di Brooklyn, capolavoro dell’ingegneria targato XIX secolo, è una vera e propria culla di curiosità; ecco le principali.

1) I numeri del Ponte di Brooklyn: i lavori si protrassero per 14 anni (l’inaugurazione si tenne il 24 maggio 1883) e costarono 15 milioni di dollari. La costruzione impegnò 600 uomini e 6740 tonnellate di materiale. Il ponte è sostenuto da 4 cavi (ognuno formato da 21.000 fili) e ciascuno di essi è lungo 1090 m e spesso 40 cm.

2) Prima opera nel suo genere: il Ponte di Brooklyn vanta un importante primato; si tratta, difatti, del primo ponte sospeso con cavi interamente in acciaio.

3) Una lunga scia di sangue: la realizzazione del ponte costò veramente tanto in termini di vite umane. Il primo a morire fu l’ingegnere tedesco Roebling, mentre un numero non meglio precisato di operai perì in seguito a cadute dal ponte e sindrome del cassone (patologia di decompressione che paralizzava i lavoratori e causò la morte di Washington Roebling).

4) La travolgente figura di Emily: il giovane figlio di Roebling prese in mano le redini dei lavori, ma la sua malattia lo costrinse ben presto a letto. L’intraprendente moglie, Emily Warren Roebling, diventò i suoi occhi e lo aiutò a portare a termine l’opera. Il suo intervento si rivelò cruciale e la donna fu la prima persona, il giorno dell’inaugurazione, ad attraversare il ponte.

5) I nomi: il ponte assunse, in un primo tempo, il nome di New York and Brooklyn Bridge e questo venne, successivamente, tramutato in East River Bridge. Divenne, quindi, il celebre Brooklyn Bridge (o Ponte di Brooklyn) nel lontano 1915.

6) La tragedia del 1883: una donna, nel corso del Memorial Day, rimase incastrata con il tacco di una scarpa tra le assi della zona pedonale.
La giovane iniziò a urlare e le persone, presenti sul ponte in quel momento, furono prese dal panico (si pensò, difatti, a un crollo improvviso della struttura). Vi furono 12 morti per schiacciamento e numerosi contusi.

7) Gli elefanti sul Ponte di Brooklyn: l’incidente occorso nel 1883 mise in discussione la sicurezza del ponte. La struttura venne, quindi, testata dall’elefante Jumbo (peso di 7 tonnellate) e da altri 20 esemplari che attraversarono il ponte da Brooklyn a Manhattan dimostrando, così, quanto fosse solido.

8) Il traffico: il Ponte di Brooklyn è solcato, ogni giorno, da circa 100.000 mezzi, 2600 biciclette e 4000 pedoni.

9) Uno scrigno di tesori nascosti: le fondamenta del ponte dovevano ospitare, come riporta il progetto iniziale, una galleria commerciale. L’idea non decollò e lo stesso spazio divenne, fino al 2001, teatro di diversi spettacoli artistici. L’area sottostante la galleria è, invece, occupata da un caveau usato, in passato, come una vera e propria cantina (le basse temprature favorivano, difatti, la conservazione del vino). La vera scoperta risale, però, al 2006 quando un gruppo di operai ha trovato, in modo del tutto casuale, un rifugio risalente alla Guerra Fredda; al suo interno erano conservati medicinali, coperte e biscotti scaduti.

10) Gli inquilini delle torri: i Falchi Pellegrini sono soliti nidificare sulle torri del Ponte di Brooklyn e non è, quindi, un caso vederli transitare.

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